" - ALPI, APPENINI e Sardegna- "
( Estate 2003 )

Ebbene eccomi qui a raccontare come ogni anno il giro in moto delle vacanze estive.
Quest'anno c'è qualcosa di diverso dagli altri 3 tranne la meta: ALPI.
Decido di partire la mattina presto intorno alle 7 sono in strada.
Dato che non ho dormito neanche un minuto sono molto stanco e sarà una giornata durissima, devo arrivare sul Garda, la mia prima tappa.
Prendo l'A1 dalla Salaria con l'obiettivo di percorrere meno km possibile in autostrada, quindi ad Orte esco e percorro la SS 71 quella che valica il Monte Nibbio famosa strada dal percorso misto.
Ma data l'andatura lenta, i bagagli e la stanchezza (sono le 8 di mattina e sto dormendo in piedi) a Fabro riprendo l'A1 direzione Nord.
Quindi mi fermo subito alla prima area di servizio per rifornimento e li mi accorgo che sto dormendo davvero quindi vado in bagno e metto la testa sotto l'acqua tra lo stupore della gente che pensano chissà cos'ha questo ragazzo alle 9 di mattina che non va!!!
Risalgo in moto e mi metto a velocità sostenuta perchè se vado piano mi addormento. Prima di Firenze un traffico bestiale costringe tutti gli automobilisti a soste forzate sotto il sole, molti sono giù dalle macchine ma in corsia di emergenza si è formato un treno di moto che continuano per la loro strada (in quei casi benedico il giorno che ho deciso di comprarmi una moto).
Ma l'autostrada si sa, dalla nostra categoria è poco amata, meglio una bella statale piena di curve e qui in Toscana ciò non manca.
Prendo così la statale della Futa e della Raticosa. Si passa vicino all'autodromo del Mugello (quanti ricordi, quante emozioni...) e si seguono le indicazioni per il Passo della Futa. Questa strada mancava nella mia esperienza motociclistica quindi non mi sono fatto sfuggire l'occasione di percorrerle.
La strada sale, è bella, tutta in mezzo ad un bosco, incontro diverse moto che scendono giù e già capisco che come al solito l'ho presa dal verso sbagliato. L'asfalto non è un gran che dato che hanno fatto dei lavori quindi è tutto rattoppato. Arrivo al passo, mi fermo, fa caldo, bottiglia d'acqua e piccolo riposino su delle scomode panche in pietra, sigaretta, qualche sms e si riparte direzione Passo della Raticosa che arriva quasi subito.
Li mi fermo per sosta pranzo. C'è abbastanza gente, faccio delle chiacchere con una coppia di milanesi diretti in Calabria, poi è la volta di un signore di Bologna con Transalp con dietro un bambino che ha 7 anni che mi ha detto:"mio papà mi porta sempre dietro a lui quando va a farsi i giretti in moto lo sai???" (penso dentro di me che non vedo l'ora di avere un figlio per farlo anche io).
Schiacciata con prosciutto e birra, i soliti sms che mi fanno compagnia nel viaggio e via giù per la Raticosa in direzione Bologna. La discesa mi infiamma primo perchè fa un caldo bestiale poi perchè la strada è bellissima ci sono delle bellissime curve alcune con piena visibilità ma è una strada dove bisogna fare particolare attenzione.
Dal passo fino a valle saranno credo una 40 km di strada molto bella ed appagante ma qui giù fa un caldo bestiale mentre sul passo c'era un bel venticello profumato di resina di alberi e rinfrescante.
Da Bologna non mi rimane alternativa che riprendere l'autostrada proseguire per Modena da dove prendo l'A22 del Brennero ad una velocità folle, il sonno quello c'è ed ancora non passa quindi non mi importa assolutamente di eventuali laser o velox e mi metto a viaggiare sui 180 km/h con punte sui 210 km/h.
Mi fermo al solito autogrill per rifornimento benzina e liquidi, c'è un bel praticello con lo schizzetto che annaffia, mi ci sdraio sotto tra lo stupore della gente che mi guarda esterefatta, ma non me ne importa degli sguardi altrui oggi fa troppo caldo.
Sono nei pressi di Mantova e sono cira le 15:00, ho la tuta completamente appiccicata sulle gambe sono a petto nudo sudato come pochi. Mi rivesto, torno in moto e riparto destinazione Desenzano dove mi incontro con mio cugino all'uscita dell'autostrada.
Arrivati sul Garda poso la moto che avrà 4 giorni di riposo.
E' arrivata l'ora di proseguire anche se dal cugino si stava da Dio, destinazione Valtellina dal mio mitico amico Midalps.
La strada scelta questa volta è bella, si fa il Passo Crocedomini passando da Bargolino. Il passo è stretto ma l'aria che offre la foresta che si attraversa è piena di ossigeno e arrivato sul passo mi fermo per pausa riflessiva con sigaretta e solite foto di rito. Quassù svettano i ricordi di quando ci sono stato nel 2002.... la vita "on the road" continua.
Scendendo dal Crocedomini ci si ritrova in Valcamonica, si prende l'Aprica per scendere in Valtellina. Qui dò un gran pò di gas rischiando forse un pò più del normale.
E via anche l'Aprica è fatta, mi separa da Midalps solo la discesa e qualche km della statale della Valtellina.
Arrivo a casa sua mi ricordo perfettamente dov'è, l'ospitalità riservata da lui e da Patrizia è esemplare, sono delle persone fantastiche. Doccia, cena ed un desiderio:"Francesco andiamo a fare il Bernina di notte???"
"Ma certo amico mio per te questo ed altro" lui risponde e all'una di notte accendiamo le moto. Ho addosso jeans, stivaletti, felpetta e giacca della tuta.
Passiamo la dogana e neanche ci guardano in faccia, saliamo verso il Bernina, non ho mai fatto un passo in notturna e il Bernina, data la larghezza della strada non è poi tanto pericoloso....
Francesco fa strada io lo seguo, la manetta è aperta, in uscita di curva il contagiri sale fin verso i 10.000 rpm prima di cambiar marcia. In men che non si dica siamo in vetta al Passo del Bernina, la luce della luna si riflette sulle lingue del ghiacciaio, sono emozionato, sono a 2300 metri di altitudine è l'una e mezza di notte, siamo saliti a manetta e neanche ce ne siamo accorti. Scambiamo due chiacchere, fumiamo una sigaretta e torniamo giù verso casa. La discesa la facciamo ad andatura tranquilla. Siamo a casa per le 2 e mezza, un altro paio di bicchieri di vino, qualche sigaretta e a nanna, domani ci aspetta un grande giro in Svizzera.
E mattino, la luce entra dalle persiane e mi sveglia dolcemente, questa notte sono riuscito a dormire bene, sarà l'aria della Valtellina.....
Colazione, grasso sulle catene e via, Svizzera stiamo arrivando. Sarà una giornata dura.... si legge nel cielo.
Cominciamo con valicare il Bernina tutto di un fiato, sosta in vetta, 2 foto, 2 sigarette e giù per Pontresina, St. Moritz ed a Silvaplana su per il Julierpass (anche lui mai fatto). Ma lo sapete perchè si chiama così??? Perchè era la strada che Giulio Cesare usò per andare a combattere contro i Galli. La salita da Silvaplana fino alla vetta è cortissima, nanche te ne accorgi, naturalmente perchè lo abbiamo fatto dalla parte sbagliata (come sempre del resto ma rimedieremo...). Sigaretta, adesivo di ricordo, fotografie, sguardo al panorama circostante e riaccendiamo le moto.
Comincia la discesa, la strada è bellissima curve a tutto spiano, asfalto da un buon grip, panorami mozzafiato, incontriamo molte moto che vengono su, non si smette un attimo di salutare.
Adesso un altro passo il Lenzerheide (anche lui mancava all'appello) che come tutti o quasi i passi in Svizzera si snoda lungo una strada piena di curve e si percorre ad un'andatura abbastanza allegrotta.
Arriviamo a Chur ed il cielo minaccia pioggia, un vento forte sta portando dei nuvoloni neri molto minacciosi. L'acqua arriva, ci fermiamo in un area di servizio ed approfittiamo per mangiarci 2 panini e bere un paio di birre, ma la situazione non cambia, il cielo è tutto nero. Ci facciamo coraggio, indossiamo le tute da pioggia e cominciamo la strada del ritorno. Guidare sotto quella pioggia è stato molto stressante, abbiamo fatto 130 km in gommone praticamente.....
Sulla strada del ritorno c'è da fare il Fluela, già conosciuto dalle ruote del mio CBR ma sinceramente salire su un passo sotto un diluvio del genere non è proprio il massimo del divertimento.
Ci troviamo a Davos percorriamo il fondovalle e ci fermiamo a far benzina.
Siamo bagnati all'inverosimile e c'è da fare ancora il Bernina, ma il tempo ci da un po di tregua, ha smesso di piovere.
Ci rimettiamo in marcia e saliamo sul Bernina che salendolo dalla Svizzera verso l'Italia regala una vista mozzafiato sui ghiacciai.
La serata trascorre nel migliore dei modi, cena, vino e nanna.
Il giorno seguente è ferragosto, le idee del giro in Svizzerra vengono subito abbandonate date previsioni del tempo non proprio rassicuranti.
Francesco andiamo sullo Stelvio??? Ok lui mi fa. Partiamo alla volta di Bormio lungo la statale della Valtellina. Cominciamo a salire.
Abbiamo strappato le carene a molte moto, mi sono accorto che 4 anni di moto e ben 120.000 km mi hanno dato molta esperienza, quindi su quei tornanti riesco a lasciare anche qualche piccola virgola nera. Ma vicini alla vetta comincia a cadere qualche leggera goccia di pioggia, Francesco non se la sente non vuole prendere la pioggia anche oggi, quindi scendiamo a valle, facciamo l'Aprica e mangiamo ad Edolo. Durante il pranzo guardo la cartina cercando di buttare giù un paio di centinaia di km su queste splendide montagne. Presto fatto: allora Francesco ci facciamo il Tonale, scendiamo in Val di Non, saliamo sul Passo Palade, scendiamo a Merano e facciamo lo Stelvio da dietro perchè non l'ho mai fatto.
Ok è la sua risposta. Il Tonale ce lo facciamo tutto di un fiato, siamo i + veloci, superiamo tutte le moto che ci incontriamo davanti. Arrivati a Cles, saliamo verso il Palade. E' un passo bellissimo, tutto una curva, la strada ha un ottimo asfalto, ottimo il grip, si piega che è una bellezza, si snoda tutto dentro un bosco. All'inizio attraversiamo terreni coltivati a mele, poi i boschi, si respira un'aria intensa, fresca, piena di ossigeno. La discesa ci porta in Val Pusteria, continuiamo a camminare fino a Merano dove ci fermiamo a prendere una birra nella fabbrica della Forst. Questa birreria si stende su entrambi i lati della strada, ci sono molte moto parcheggiate fuori. Ci facciamo le nostre 2 birrette e continuiamo la strada alla volta dello Stelvio.
Si passa per Prato allo Stelvio, Trafoi, li si susseguono tornanti a non finire, ci stiamo arrampicando su un muro, alla mia destra ci sono i ghiacciai, l'aria è frizzantina. Sulla salita tiro la seconda fino ad accendere la spia del fuori giri, se vado di sotto non me ne importa niente.... ma rimango in strada, stacco quasi a ruota posteriore alzata e in men che non si dica siamo in vetta al passo asfaltato + alto d'Europa.
Solite foto di rito e giù verso Bormio.
La serata trascorre con una cena all'Hotel Altavilla.
Il giorno dopo (l'ultimo di mia permanenza qui) decidiamo di andarci a fare lo Splugen.
Percorriamo la Valtellina superiamo Sondrio e arrivati a Chiavenna in mezzo ad un panorama fantastico cominciamo ad affrontare la salita. E' bellissimo, apro la manetta il + possibile, rischiando anche + del dovuto. Il passo fa confine Italia-Svizzera. Passiamo la dogana e davanti ai miei occhi si apre una visione spettacolare, una di quelle che non ho mai visto, forse la + bella, tra tutti i passi che ho fatto in vita mia.
Il passo cambia radicalmente nel versante svizzero, la strada è nettamente migliore e si scende da un muro in un susseguirsi di tornanti mozzafiato. Proseguiamo verso Thusis percorrendo la Via Mala, una delle + belle strade mai percorse in moto. Si snoda in un misto stretto molto appagante sia stradalmente che panoramicamente parlando. Ci fermmiamo in un punto dove siamo dentro un canyon altissimo. Sopra di me c'è una parete a picco alta almeno 200 metri e sotto uno strapiombo altrettanto alto dove in fondo scorre un fiume, ma Francesco mi dice che data la siccità non ci sono le cascate:"se venivi l'anno scorso per il rumore dell'acqua non avresti sentito neanche la mia voce mentre adesso è tutto secco". Tornando direzione casa ci facciamo il Julierpass ma questa volta dal lato giusto. E' un passo velocissimo, con curve anche da 80 all'ora, si sale una bellezza, la strada fantastica, ma i ricordi ed i pensieri mi assalgono quindi stavolta chiudo il gassss.
Torniamo, risaliamo il Bernina e siamo a casa. Domani parto direzione Sardegna la vacanza on the road continua.....
Dovevo passare a Roma a posare la tuta ma siccome ho amici a Livorno che mi ospitano per la notte decido di passare da loro e partire per la Sardegna da li.
E' mattino devo partire presto altrimenti il caldo sarà tanto. Percorro la solita statale che costeggia l'Iseo, passo per Brescia, Cremona, Parma. Sono stufo dell'autostrada quindi da Parma mi faccio il Passo della Cisa. Bellissimo ed infinito. Arrivato giu a Pontremoli un'altro passo il Brattello: spettacolare tutte curve raccordate. Si prosegue per il 100 Croci stavolta fatto dal versante a me sconosciuto e giù in picchiata verso Livorno.
La serata si svolge con una cenetta in un ristorantino tipico di Livorno a base di pesce. Ho mangiato l'orata più buona della mia vita.
L'indomani sveglia presto chiudo le borse saluto gli amici e via direzione Sardegna, ma c'è una sorpresina, qualche str.... si è rubato lo specchietto sinistro del mio CBR. Meno male che si sono fermati allo specchietto....
In men che non si dica mi ritrovo sul traghetto, mi aspettano 9 ore di traversata.... due palle......
Scendo dal traghetto che sono le 19:00 sono a Golfo Aranci (Olbia) e devo andare a Stintino dagli zii. La tratta Olbia-Stintino su superstrada sarda non è entusiasmante. Dopo Porto Torres però accade una cosa preoccupante. Ero li che mi apprestavo a fare una curva a destra seguita da una a sinistra e prima di questa noto al lato destro della strada una ragazza con le mani in mezzo ai capelli e qualche macchina ferma. Faccio la curva, guardo sulla destra e vedo un ragazzo per terra in mezzo alle siepi ed una moto ficcata sotto il guardrail. Mi fermo per vedere se c'era bisogno di aiuto ma già c'era molta gente quindi per non impressionarmi + di tanto, siccome quel ragazzo era li immobile me ne vado via. Praticamente andando via vedo nell'altra corsia una frenata di ruota posteriore lunga una quarantina di metri e dico ma a quanto la voleva fare sta curva sto ragazzo??? Vabbè lasciamo perdere i commenti, l'importante e che non si è fatto nulla di grave anche se credo che si sia rotto qualche osso.
La permanenza in quel di Stintino è di 4 giorni dedicati esclusivamente al mare.
Decido poi di raggiungere un mio amico a Sant'Antioco. La strada per raggiungerlo non è niente di che fino a Guspini ma da li comincia una delle più belle strade della sardegna la SS 126 che fa Guspini, Fluminimaggiore, Iglesias 51 km di misto stretto in mezzo alle miniere abbandonate UNO SPETTACOLO!!!!!

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