Tour de Corse 2006

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Si è lei, la Corsica, una delle + belle, o forse la + bella isola del Mediterraneo.
Chiamata l'Ile de beaute dai francesi, Kalliste dai greci, la montagna in mezzo al mare da altri, quest'isola lascia stregato chiunque ci mette piede (o ruote sopratutto). Chiunque ci è stato sicuramente ci tornerà, ci porterà altra gente. Sarà per quel forte odore di macchia mediterranea che si respira girovagando tra quelle stradine di costa tortuose + che mai, sarà per la bellezza delle sue foreste, delle sue strette gole, per la sua ricchezza d'acqua dolce, per le sue bellissime coste frastagliate, impervie, sarà per le sue bellissime spiagge da cartolina, sarà per la sua storia tumultuosa, insomma, è una terra che si fa amare, proprio come una bella donna che ti seduce.
Era da tempo che volevo tornarci, stavolta però sul mio fido destriero (72700 km all'attivo).
La partenza, rimandata di qualche giorno onde evitare strani incontri ed eventuali favolette inventate da menti perfide e clandestine, è stata il 25 aprile 2006, su traghetto Corsica Ferries da Livorno per Bastia.
Dato il periodo favorevole, è fine Aprile, potrete veramente gustarvi l'isola in tutto il suo splendore, niente è stato programmato, nessun albergo prenotato, si va all'avventura, proprio come deve esser fatto un vero viaggio in moto, senza legami, senza vincoli, senza tabelle di viaggio prefissate, solo obiettivi e cioè percorrerre il periplo dell'isola ed esplorare le sue bellissime e strette valli, le sue magnifiche foreste, le impervie gole, i suoi siti preistorici.
Si sbarca a Bastia alle ore 13:00 in perfetto orario, si trova subito alloggio nei pressi di Bastia per permettere così il giro del "dito", Cap Corse, scarico dai bagagli. Da Bastia verso St. Florent attraverso il Col de Teghime e dritto su a Nord verso Nonza direzione Centuri. Ma ben presto ecco il primo imprevisto della giornata, un tratto di sterrato poco pratico per una sportiva come il mio CBR-F, mi fa quasi pensare a tornare indietro ma indietro non si torna, mai. La strada che costeggia il lato occidentale di Cap Corse è molto stretta rispetto a quella del lato ad oriente che è + guidato e + veloce. Si susseguono i piccoli centri abitati di Nonza, Marine d'Albo, Marinca, Minerbio, fino ad arrivare a Centuri, si valica qualche piccolo colle come il Col de Serra ed il Col di St. Nicolas, per arrivare così a Macinaggio, centro abitato sulla punta orientale di Cap Corse. La strada diventa bellissima da guidare, si ha il mare alla sinistra, l'asfalto, perfetto, garantisce un grip che solo le strade francesi assicurano, ma non esagerare e di dovere su queste strade. Si passa per Santa Severa, Marine di Pietracorbara, Erbalunga e Miomo per concludere il giro del "dito" a Bastia.

Il giorno seguente si comincia a scendere verso Sud, da Bastia lungo la veloce e troppo rettilinea N 193 fino a Casamozza dove si svolta a destra verso Ponte Leccia per poi proseguire verso Francardo e Corte dove la N 193 comincia ad animarsi in splendide curve verso il Col di Vizzavona, ma a Vivario decido di svoltare in direzione Ghisoni per la stretta D 69 del Col de Sorba (m. 1311). La strada si snoda attraverso la foresta di Sorba, devastata recentemente da un incendio, gli alberi hanno quasi tutti il tronco bruciato. E' un peccato vedere splendide foreste distrutte dagli incendi. Da Ghisoni a sinistra per la D 334 che passa per il Defilè des Strette e poi il Defilè de l'Inzecca che sono due strette gole, si scende a Ghisonaccia per riprendere la N 198 che piatta e monotona fino a Solenzara comincia un po ad animarsi per arrivare a Porto Vecchio dove mi fermo 2 notti per fare la bellissima Foresta de l'Ospedale e le guglie di Bavella a Nord e Bonifacio e le sue magnifiche scogliere a Sud.

La mattina seguente il cielo non promette niente di buono, guardando verso l'interno si scorgono nuvole nere, cariche di pioggia. Allora decido di rimandare il giro per Bavella nel pomeriggio, dato che a Sud verso Bonifacio il tempo sembra esser + clemente. E così è, Bonifacio e le sue scogliere bianche e maestose, a picco sul mare lasciano quasi a bocca aperta per la loro notevole bellezza. Il vento ha saputo modellarle nel corso del tempo. Si rientra per pranzo a Porto Vecchio ed il pomeriggio il cielo si è magicamente aperto verso l'interno, allorchè mi dirigo per la tortuosa D 368 direzione Zonza, che attraversa la verdissima Foresta de l'Ospedale che valica nel suo punto + alto la Bocca d'Illarata (m. 911). La foresta è ricca di pini larici. Da Zonza si comincia a salire al Col di Bavella (m. 1218) dove si ha una bella veduta sulle famose guglie di Bavella. Passando per il Col di Larone (m. 608) si scende a Solenzara, si ripete il tratto di costa della N 198 fino a Porto Vecchio che regala belle viste sul mare.

Il giorno seguente è giornata di spostamento verso la parte nord- occidentale dell'isola. E così da Porto Vecchio lungo la D 859 per Figari (aereoporto di Bonifacio e Porto Vecchio) si esce sulla N 196 che da Roccapina direzione Sartene diventa molto bella da guidare. Si supera Propriano, un paio di colli (Celaccia m. 582, St. Georges m. 747) e si arriva ad Ajaccio, capitale dell'isola. Proseguo lungo costa per la D 81 che dal Golfo della Liscia cominica a regalare bei panorami sul mare. Si supera Sagone, Cargese, Piana, le magnifiche Calanche per scendere a Porto. Si prosegue sempre per la D 81 per Galeria, ma dal Col de la Croix (m. 269) al Col de Palmarella (m. 408) si affrontano 9 km di sterrato che però è abbastanza percorribile anche con una sportiva, sicuramente migliore del tratto di sterrato di Cap Corse. Finito questo tratto la strada cominica a farsi molto interessante, da Galeria a Calvi si susseguono viste mozzafiato sulle piccole baie della costa occidentale. Si farà tappa qui a Calvi per 2 notti.

Il giorno dopo ecco qui un bel giro per l'interno della Corsica. N 197 per l'Ile Rousse, Ponte Leccia e Francardo dove si svolta a destra per la D 84 che passa per la stretta gola della Scala di Santa Regina, Calacuccia, Foresta del Valdo Niello, Col de Vergio (m. 1477), in discesa attraverso la Foresta di Aitone fino ad Evisa e giù ancora fino a Porto. Si ripassa per le Calanche di Piana, Cargese da dove si prende a sinistra la D 70 del Col de Sevi (m. 1272) per tornare ad Evisa, ripercorro le 2 foreste di Aitone e Valdo Niello in senso contrario a quello dell'andata, barrage di Calacuccia, ancora Scala di Santa Regina, Ponte Leccia, Ile Rousse e Calvi.

Il giorno seguente in direzione Bastia percorro la D 81 per il deserto degli Agriati. La strada è molto bella da guidare, tutta seconda e terza fino a St. Florent, si sale al Col de Teghime (m. 536) per scendere a Bastia dove alle ore 15:00 parte il traghetto per Livorno.

I km totali sono stati 2000 circa, se si escludono le 2 tratte Roma-Livorno-Roma i km effettivi in terra di Corsica sono stati 1400. La gomma posteriore è ormai ridotta uno straccio. L'Aurelia fino a Roma è abbastanza noiosa, ecco il GRA, siamo finalmente a casa e ... piccolo imprevisto, davanti all'hotel Ergife in partenza da un semaforo ecco che si rompe il filo della frizione. Ma tanto la strada fino a casa è breve e mi diletto nella guida senza frizione.

Corse je t'aime !!!
















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